Le mete di viaggio migliori del 2017

L’industria del turismo lo scorso anno ha fruttato 7,6 miliardi di dollari ovvero ha contribuito a creare il 10,2% del PIL mondiale. Numeri alti sono  anche quelli generati  per ciò che concerne i posti di lavoro, che sono arrivati a 292 milioni, il che significa che 1 persona su 10 lavora direttamente o indirettamente nel comparto. Il numero degli arrivi internazionali ha raggiunto la soglia di 1,2 miliardi nel 2016, ovvero ben 46 milioni in più rispetto al 2015.

Quello che è più sconvolgente e che emerge dagli studi sul settore è che tali risultato sono in crescita e si prevede un aumento nel prossimo decennio. Ciò dimostra quanto potenziale possiede il settore turistico , che se ben utilizzato è in grado di contribuire a generare crescita economica, posti di lavoro e aumentare lo sviluppo nazionale e regionale.

Mentre in passato un viaggio internazionale non era accessibile a tutti, il crollo reale dei costi di viaggio e in particolar modo delle tariffe aeree e la maggiore facilità di organizzazione di una vacanza, favorita con  la conseguente riduzione dei costi di intermediazione, hanno portato alla fioritura dell’industria turistica. Questi fattori, uniti all’aumento del reddito disponibile, l’estendersi della classe media in molti mercati in sviluppo e il cambiamento dell’attitudine delle persone nei confronti dei viaggi, hanno generato un aumento delle vacanze e viaggi internazionali.

Ma quali paesi sono più favoriti da queste opportunità? Il Forum Economico Mondiale si prefigge di rispondere a questa domanda stilando, ogni due anni, la classifica di 136 paesi nel settore “Travel&Tourism” con la costruzione dell’indice Travel & Tourism Competitiveness (TCI).

Questo indice si propone di andare a misurare tutti i fattori e le politiche che influenzano lo sviluppo sostenibile del settore turistico in un dato Paese, sulla base di ben 90 variabili rilevanti per l’attrazione del turismo: tra queste troviamo il contesto generale, costituito a sua volta da dimensioni come l’accessibilità, la sicurezza, livello di ospitalità e apertura internazionale etc.; la disponibilità di risorse naturali e culturali e infine le infrastrutture (fisiche e TlC) legate al turismo.

Nell’edizione 2017 della classifica mondiale TCI, troviamo al primo posto un caldo paese europeo: la Spagna, immediatamente seguita da Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti, Australia, Canada, Italia e Svizzera.

A livello continentale, regioni come l’Europa e l’Eurasia sono, ancora una volta, quelle che presentano la più forte performance globale della competitività nei viaggi e nel turismo con sei economie nella top 10. Esse continuano a guidare la classifica grazie alla ricchezza culturale, alle eccellenti infrastrutture a servizio del turismo e soprattutto grazie all’apertura internazionale e alla percezione sul tema sicurezza.

Rispetto agli anni precedenti, anche le Americhe hanno avuto un miglioramento, infatti troviamo gli Stati Uniti al 6° posto della classifica, il Canada al 9° posto, il Messico al 22° posto  e il Brasile infine al 27° posto.

L’Asia-Pacifico è la regione che fa la parte del leone in questa edizione del report del World Economic Forum e tra i 15 Paesi che hanno evidenziato i più importanti miglioramenti  nell’indice TTCP ve ne sono ben 5 che appartengono a quest’area: Giappone, Corea, India, Vietnam e Bhutan.

Mentre l’Asia orientale e l’Australia si sono dotate di infrastrutture eccellenti e sono tra le economie più avanzate a livello mondiale nella disponibilità delle TIC, sono anche relativamente meno competitive sui prezzi rispetto ad altre aree della regione. Viceversa, le nazioni del Sud-Est asiatico e dell’Asia meridionale sono destinazioni più competitive  sui prezzi,  ma l’infrastruttura e la disponibilità delle TIC sono ancora migliorabili.

Nonostante alcune eccezioni, anche il Medio Oriente e il Nord Africa, guidati dagli Emirati Arabi Uniti hanno migliorato la propria competitività T&T. Migliore infrastruttura delle TIC, prezzi più bassi, miglioramenti parziali dell’apertura internazionale e alcuni progressi nella promozione del patrimonio culturale hanno creato condizioni migliori per sviluppare il settore. Tuttavia, le risorse naturali e culturali restano per lo più inutilizzate, l’apertura internazionale è ancora limitata in molte aree geografiche e la percezione di un non adeguato livello di sicurezza rimane il più grande ostacolo.

Nell’Africa subsahariana (fondamentamentalmente Sudafrica, Mauritius, Kenya e Namibia) il turismo è principalmente trainato dalle ricchezze naturalistiche, ma vi sono ancora ostacoli da superare per quel che riguarda disponibilità e costi della connettività aerea, apertura internazionale e protezione, valorizzazione e comunicazione della ricchezza culturale della regione.

Nel report che accompagna il Travel & Tourism Competitiveness Index viene inoltre presentato anche un importante trend del settore: la sempre maggiore percentuale di servizi di booking online gestiti da smartphone che tra il 2015 e il 2016 è passata dal 9 a quasi il 33% del totale online. Questo significa ovviamente che un sempre maggior numero di potenziali turisti avrà accesso alla possibilità di scegliere e prenotare le vacanze online, ampliando al tempo stesso le opzioni disponibili per i viaggiatori e riducendo in maniera significativa i costi di intermediazione.

 

 

 

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